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Come migliorare l’autonomia nei bambini con autismo

Imparare a vestirsi, lavarsi, preparare lo zaino o muoversi in autonomia sono competenze fondamentali nella vita quotidiana. Per i bambini con disturbo dello spettro autistico, però, l’acquisizione di queste abilità può richiedere strategie di insegnamento specifiche e un percorso individualizzato.

Lavorare sull’autonomia nell’autismo significa costruire, passo dopo passo, competenze funzionali che permettano alla persona di partecipare sempre più attivamente alla propria vita quotidiana, riducendo progressivamente la necessità di supporto. Leggi tutto l’articolo per scoprire strategie e insegnamenti da applicare in terapia!

Perché lavorare sull’autonomia nell’autismo?

Le persone con disturbo dello spettro autistico possono presentare un profilo di funzionamento adattivo particolare, non sempre coerente con il livello cognitivo. Difficoltà nell’imitazione, nella motricità o nella motivazione sociale possono, ad esempio, rendere più complesso l’apprendimento di alcune abilità quotidiane.

Per questo, bambini e adolescenti con autismo possono avere bisogno di supporto per attività come vestirsi, lavarsi, utilizzare il bagno, mangiare o organizzare i propri materiali.

Raggiungere una maggiore autonomia personale, o svolgere un’attività con il minor supporto possibile, rappresenta una conquista importante per la persona e per la sua famiglia e contribuisce a una migliore qualità di vita.

L’insegnamento delle autonomie nell’autismo deve quindi partire dalle caratteristiche individuali della persona e prevedere:

  • obiettivi funzionali e condivisi tra i professionisti;
  • strategie coerenti con le modalità di apprendimento della persona;
  • un piano di insegnamento individualizzato;
  • ambienti e materiali organizzati per facilitare l’esecuzione del compito;
  • collaborazione tra professionisti, famiglia e contesti educativi.

Insegnare un’autonomia non significa semplicemente chiedere al bambino di “fare da solo”, ma creare le condizioni perché possa imparare a farlo.

I diversi livelli di autonomia

Le autonomie da sviluppare cambiano in base all’età, alle competenze e alle caratteristiche della persona. Possiamo distinguere, in particolare, tra autonomie personali di base, autonomie personali avanzate e autonomie sociali.

  • Le autonomie di base comprendono attività come alimentarsi, vestirsi, lavarsi, utilizzare il bagno e gestire il sonno.
  • Le autonomie avanzate riguardano invece attività più complesse, come organizzare il proprio materiale, collaborare nella gestione della casa, preparare semplici alimenti o occuparsi in modo più completo della propria igiene.
  • Infine, le autonomie sociali permettono alla persona di partecipare più attivamente alla vita della comunità: fare una telefonata, pagare un conto, prendere un autobus, andare dal parrucchiere, fare la spesa o utilizzare servizi pubblici.

Per insegnare queste competenze possono essere utilizzate diverse tecniche di apprendimento delle autonomie. Una delle più importanti è la Task Analysis.

Un esempio di insegnamento delle autonomie: la Task Analysis

La Task Analysis, o analisi del compito, consiste nello scomporre un’attività complessa in una serie di piccoli passaggi, più semplici da insegnare.

Il risultato è una sequenza ordinata di comportamenti necessari per completare il compito.

La sequenza deve essere sempre individualizzata sulla base dell’età, del livello di abilità, delle esperienze precedenti e delle caratteristiche della persona. Non esiste, infatti, una Task Analysis valida per tutti.

Per costruirla è possibile osservare una persona competente mentre svolge l’attività, consultare persone esperte o eseguire direttamente il compito. La sequenza può poi essere modificata sulla base di ciò che emerge durante l’insegnamento.

Una volta definita la sequenza, il professionista può scegliere la procedura di concatenamento più adatta, come Forward Chaining, Backward Chaining o Total Task Chaining.

Esempio pratico di Task Analysis

Immaginiamo di voler insegnare a un bambino a preparare autonomamente lo zaino.

Il compito può essere suddiviso in diversi passaggi:

  1. prendere lo zaino;
  2. controllare il diario;
  3. prendere il libro necessario;
  4. prendere il quaderno;
  5. inserire l’astuccio;
  6. aggiungere la merenda;
  7. controllare di avere tutto il materiale;
  8. chiudere lo zaino.

Una lista scritta o una sequenza visiva può diventare un supporto utile per ricordare i passaggi e favorire progressivamente l’indipendenza.

Durante l’insegnamento è importante utilizzare gli aiuti più adeguati alle caratteristiche del bambino e del compito, come la guida fisica o i supporti visivi. Gli aiuti verbali, invece, dovrebbero essere utilizzati con attenzione, per evitare che la persona sviluppi una dipendenza dalle indicazioni dell’adulto.

Anche la condivisione di obiettivi e strategie tra tutti gli operatori è fondamentale per garantire un intervento coerente.

Allenare le autonomie in terapia

Lavorare sulle autonomie nell’autismo significa guardare oltre le singole abilità e progettare interventi orientati alla vita reale della persona.

Vestirsi, organizzare il proprio materiale, preparare un pasto o prendere un autobus sono life skills che possono aumentare la partecipazione, l’autoefficacia e la qualità di vita.

Per i professionisti che lavorano nell’autismo, conoscere strategie e strumenti per l’insegnamento delle autonomie permette quindi di costruire percorsi sempre più individualizzati e funzionali.

Vuoi approfondire le life skills nell’autismo? Scopri il corso Irfid “L’insegnamento delle Life Skills nell’autismo” e approfondisci strategie e strumenti per progettare interventi dedicati alle autonomie personali, avanzate e sociali.

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Nota bene:

Il corso ECM prevede un Test finale da completare e superare entro il 23 Settembre 2026.
Prima del test, verrai reindirizzato al modulo da compilare con le tue informazioni personali per avere l’accreditamento degli ECM. In conformità con la normativa ECM di AGENAS, è previsto 1 tentativo per il superamento del test.


Limite partecipanti: 100
Destinatari Psicologi,Terapisti e tecnici ABA,Logopedisti,Neuropsichiatri infantili,Educatori,Genitori
Crediti ECM: 8
Durata evento 8 ore
Obiettivo ECM Linee guida- protocolli – procedure
ID ECM Evento numero: ####
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Docenti Dott.ssa Mariangela Cerasuolo
Per informazioni segreteria@irfid.it
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