La SCID-5-PD è un’intervista clinica semi-strutturata utilizzata per la valutazione diagnostica dei disturbi di personalità descritti nel DSM-5. Ma come è strutturata? A cosa serve concretamente e come viene utilizzata nella pratica clinica?
In questo articolo approfondiremo le caratteristiche della SCID-5, la sua struttura e le principali modalità di utilizzo, con l’analisi di un esempio di caso clinico presentato nel nostro corso on-line.
Cos’è la SCID-5 PD
La SCID-5-PD (Structured Clinical Interview for DSM-5 – Personality Disorders) è un’intervista diagnostica semi-strutturata finalizzata alla valutazione dei 10 disturbi di personalità descritti nel DSM-5. È uno strumento ampiamente utilizzato in ambito clinico e nella ricerca, che permette di orientare la valutazione diagnostica attraverso domande specifiche sui criteri dei diversi disturbi.
La SCID-5-PD nasce dalla revisione della SCID-II, l’intervista strutturata sviluppata per la valutazione dei disturbi di personalità secondo il DSM-IV. La revisione, avviata dopo la pubblicazione del DSM-5 nel 2013, ha portato ad aggiornare le domande dell’intervista per riflettere con maggiore precisione i criteri diagnostici e l’esperienza personale della persona valutata.
Rispetto alla precedente versione, sono stati eliminati il Disturbo di Personalità Passivo-Aggressivo e il Disturbo di Personalità Depressivo, non più presenti nel DSM-5. La SCID-5-PD mantiene invece una struttura articolata in diverse componenti:
- Guida per l’Intervistatore;
- Questionario SCID-5-SPQ, uno screening preliminare facoltativo;
- Intervista diagnostica;
- Foglio riassuntivo dei punteggi.
Lo strumento consente di effettuare una valutazione sia categoriale sia dimensionale dei disturbi di personalità, offrendo al clinico informazioni utili per una valutazione più completa del funzionamento della persona.
Come utilizzare la SCID-5
La SCID-5-PD è pensata per essere utilizzata da clinici e professionisti adeguatamente formati nella valutazione diagnostica. Il suo carattere semi-strutturato permette di seguire una traccia definita, mantenendo la flessibilità necessaria per approfondire le risposte della persona.
L’intervista si apre con una serie di domande generali, finalizzate a raccogliere informazioni sulla persona, sul suo modo abituale di comportarsi, sulle relazioni e sulla capacità di riflettere su di sé. Si passa poi alle domande specifiche relative ai singoli disturbi di personalità, costruite per indagare i criteri diagnostici del DSM-5.
Durante la somministrazione, il clinico attribuisce i punteggi sulla base della presenza, dell’assenza o del livello di soddisfacimento dei criteri. Al termine, le informazioni raccolte vengono sintetizzate nel foglio riassuntivo dei punteggi, che permette di formulare l’ipotesi diagnostica. La durata può variare in base alle caratteristiche della persona e alle modalità di somministrazione.
Per utilizzare lo strumento in modo attendibile, non è sufficiente conoscere la sequenza delle domande: è necessaria una solida conoscenza dei disturbi di personalità, dei relativi criteri diagnostici e delle modalità di interpretazione delle risposte.
Esempio clinico con l’utilizzo della SCID-5
Nel corso “SCID-5 PD”, viene presentato il caso clinico* di una donna che si trova in una situazione di blocco universitario e sperimenta sensazioni di ansia. La paziente racconta difficoltà relazionali con la famiglia d’origine e una storia di autolesionismo e disturbi alimentari.
Le risposte della paziente alla SCID-5-PD rivelano, tra le altre cose, una difficoltà a ingaggiarsi in relazioni significative per via di reazioni che fanno pensare a difficoltà di regolazione emotiva. Inoltre, la paziente di percepisce come “difficile” e riporta il desiderio di sperimentare una maggiore vitalità.
I risultati dell’intervista, durata 50 minuti, assieme alla sintomatologia riportata dalla paziente e alla storia di vita emersa nei primi scambi, porta la terapeuta ad ipotizzare una diagnosi di disturbo borderline di personalità con tratti ossessivi. L’ipotesi andrà ovviamente riconsiderata continuamente all’interno del percorso terapeutico.
L’esempio mostra come la SCID-5-PD possa supportare il clinico nell’organizzazione delle informazioni e nella formulazione dell’ipotesi diagnostica, richiedendo però competenze specifiche per interpretare correttamente quanto emerso durante l’intervista.
Come approfondire lo strumento SCID-5 PD
Conoscere la struttura della SCID-5-PD è il primo passo per poter utilizzare lo strumento in modo consapevole e attendibile. La sua applicazione richiede infatti una solida preparazione sui disturbi di personalità e sui relativi criteri diagnostici, oltre alla conoscenza delle modalità di somministrazione e interpretazione.
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*Tutte le informazioni relative ai casi clinici non consentono il riconoscimento di pazienti reali, in linea con i principi etici del Codice Deontologico degli Psicologi e delle Psicologhe.
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