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Selettività Alimentare e autismo: cos’è e come affrontarla!

Oltre l’80% dei bambini con Autismo manifesta Selettività Alimentare, una condizione che rappresenta una sfida importante sia per i clinici che per le famiglie. In questo articolo cerchiamo di fare chiarezza su cosa sia e su come affrontarla al meglio.

Ad oggi non esiste una definizione universalmente accettata del termine “feeding problem”, la letteratura scientifica utilizza termini distinti tra loro come:

  • Selettività alimentare
  • Picky eating
  • Alimentazione restrittiva
  • Food refusal

Sebbene il DSM-5-TR abbia introdotto il Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (ARFID), questa categoria esclude molti bambini con difficoltà alimentari legate a competenze orali o motorie. Ad esempio, L’ICD-11 colloca molti disturbi alimentari pediatrici nella categoria dei “sintomi, segni o risultati clinici”, che non costituiscono una diagnosi autonoma. 

Cosa significa Selettività Alimentare?

La Selettività Alimentare rappresenta un modello di comportamento in cui c’è una preferenza marcata per alcuni cibi e il rifiuto di altri, spesso legata a:

  • Gusto
  • Consistenza
  • Colore
  • Odore

I bambini con selettività alimentare possono mostrare riluttanza nell’introdurre nuovi alimenti nella loro dieta o restringere le proprie preferenze a caratteristiche sensoriali ben definite.

Anche elementi legati alla presentazione del cibo, come il tipo di stoviglie impiegate o la marca specifica degli alimenti, possono esercitare un’influenza significativa sulle scelte alimentari.

Perché la Selettività Alimentare è così frequente nell’autismo?

Nei bambini con disturbo dello spettro autistico, i problemi alimentari si manifestano con particolare frequenza e possono essere classificati in tre categorie principali:

  • Selettività alimentare: può assumere forme estreme, caratterizzate dal consumo esclusivo di 10-15 alimenti, oppure forme moderate, in cui vengono consumati più di 15 alimenti, ma comunque meno rispetto alla varietà considerata tipica per l’età.
  • Rifiuto di cibo o liquidi: si manifesta quando il bambino rifiuta ogni tipo di alimento o bevanda, rendendo necessaria l’assunzione di nutrienti tramite sondino o integratori.
  • Rifiuto di autoalimentarsi: riguarda bambini che possiedono le competenze motorie per mangiare in autonomia, ma rifiutano di farlo, preferendo essere alimentati da altri.

Le cause alla base di questa correlazione sono complesse e multifattoriali e possono coinvolgere:

  • Sensibilità sensoriali
  • Rigidità comportamentale
  • Possibili disturbi gastrointestinali
  • Predisposizioni genetiche

Per questo è fondamentale un’analisi approfondita delle diverse cause potenzialmente coinvolte, in modo da promuovere una maggiore flessibilità alimentare e impostare un piano di trattamento efficace.

Metodi e protocolli efficaci per trattare la selettività

Sebbene tutti gli interventi basati sull’analisi comportamentale richiedano un’attenta riflessione etica, quelli rivolti alle problematiche alimentari pongono sfide particolarmente complesse e delicate. Difficoltà come il rifiuto del cibo e la selettività alimentare possono avere ripercussioni significative sulla salute e contribuire a condizioni come:

  • Malnutrizione
  • Ritardi nella crescita e altre complicazioni mediche.

Il professionista ha la responsabilità di valutare con rigore il livello di rischio e di riconoscere i limiti della propria competenza nell’affrontare tali problematiche. Un intervento inadeguato può comportare conseguenze gravi, per questo si rende necessario un approccio prudente, informato e basato sulle migliori evidenze disponibili.

Tra i protocolli innovativi nel trattamento della Selettività Alimentare c’è il protocollo di Irfid, Eat With a Smile®, ideato dalla Dott.ssa Rosaria Benincasa. Il protocollo mira a trattare la selettività alimentare senza estinzione della fuga, concentrandosi non solo sull’accettazione e introduzione di nuovi alimenti, ma anche sulla creazione di un ambiente sereno e rilassante in cui bambini e famiglia possano sentirsi a loro agio.

Se sei un genitore o un clinico e vuoi conoscere i benefici di questo trattamento, puoi partecipare al prossimo Workshop introduttivo in arrivo a Cassino il 12 Settembre 2026,leggi tutti i dettagli qui!

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Nota bene:

Il corso ECM prevede un Test finale da completare e superare entro il 23 Settembre 2026.
Prima del test, verrai reindirizzato al modulo da compilare con le tue informazioni personali per avere l’accreditamento degli ECM. In conformità con la normativa ECM di AGENAS, è previsto 1 tentativo per il superamento del test.


Limite partecipanti: 100
Destinatari Psicologi,Terapisti e tecnici ABA,Logopedisti,Neuropsichiatri infantili,Educatori,Genitori
Crediti ECM: 8
Durata evento 8 ore
Obiettivo ECM Linee guida- protocolli – procedure
ID ECM Evento numero: ####
Periodo di Erogazione il test ECM può essere svolto dal 20 Settembre 2026 (al termine del corso) fino al 23 Settembre 2026 (ore 20.00).
Docenti Dott.ssa Mariangela Cerasuolo
Per informazioni segreteria@irfid.it
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