L’Intelligenza Artificiale è già entrata nella pratica professionale degli psicologi italiani. A confermarlo è la prima indagine del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) sull’utilizzo dell’AI nella professione psicologica, che fotografa modalità d’uso, opportunità, rischi e bisogni formativi. Ma cosa ci dicono questi dati sul rapporto tra AI e psicologia?
AI in psicologia: cosa emerge dalla nuova indagine del CNOP
Presentata il 7 luglio 2026 presso la Casa della Psicologia di Milano, l’indagine del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha raccolto le testimonianze di 5.906 psicologhe e psicologi provenienti da tutta Italia.
Il dato più significativo riguarda l’adozione dell’Intelligenza Artificiale: il 58,76% dei professionisti coinvolti dichiara di aver utilizzato strumenti di AI nella propria attività.
L’utilizzo riguarda soprattutto la gestione documentale, la ricerca scientifica e le attività amministrative, mentre rimane più limitato nei contesti clinici direttamente legati alla relazione di cura, come psicodiagnostica, supervisione e attività terapeutica.
Questo dato mostra come l’AI in psicologia non sia più una prospettiva futura, ma una tecnologia già presente nella quotidianità professionale.
Come viene utilizzata l’AI dagli psicologi? I dati dell’indagine
Particolarmente interessante è il rapporto tra AI e relazione terapeutica. Il 55,04% dei professionisti riferisce infatti che i propri pazienti utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale per affrontare aspetti emotivi e relazionali, la solitudine o per cercare informazioni diagnostiche.
L’AI entra quindi nel percorso di cura anche quando lo psicologo non la utilizza direttamente. Questo apre nuove domande: come interpretare le informazioni ottenute dai chatbot? Quali conseguenze può avere il loro utilizzo sulla relazione terapeutica? E quali competenze servono ai professionisti per accompagnare i pazienti anche in questo nuovo scenario?
L’indagine evidenzia inoltre un atteggiamento prevalentemente curioso verso l’AI, indicato dal 75,89% dei partecipanti. Allo stesso tempo, il 36,20% dichiara di provare timore e il 7,52% esprime un rifiuto esplicito.
AI e psicologia: vantaggi, limiti e rischi
L’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale può offrire nuove opportunità alla professione psicologica, soprattutto nell’organizzazione del lavoro, nella gestione delle informazioni e nel supporto alla ricerca. Ma l’integrazione dell’AI richiede anche consapevolezza dei suoi limiti.
Il 79,45% dei partecipanti individua nell’illusione di cura e nell’autodiagnosi il principale rischio per i propri pazienti. Seguono la possibile riduzione della relazione umana (65,4%), la dipendenza emotiva dai chatbot (52,6%) e la diffusione di contenuti non accurati (47,1%).
Tra gli ostacoli all’utilizzo dell’AI nella pratica clinica invece emergono soprattutto la mancanza di formazione specifica (62,03%), i timori etici (57,63%) e l’assenza di linee guida condivise (54,48%).
Il tema, quindi, non sembra essere semplicemente scegliere se utilizzare o meno l’AI, ma sviluppare le competenze necessarie per farlo in modo responsabile, mantenendo centrale il giudizio professionale e la relazione umana.
Approfondire l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale
La necessità di formazione emerge con particolare chiarezza guardando al futuro: l’86% degli psicologi coinvolti nell’indagine si dichiara disponibile a partecipare a percorsi di formazione e supervisione dedicati all’utilizzo consapevole dell’AI.
È proprio da questa esigenza che nasce l’importanza di approfondire concretamente il rapporto tra Intelligenza Artificiale, psicologia e neuropsicologia, andando oltre l’entusiasmo per le nuove tecnologie e interrogandosi sulle loro applicazioni cliniche, sui limiti e sulle responsabilità professionali.
Per chi vuole approfondire il tema, Irfid ha organizzato il webinar gratuito “L’utilizzo dell’AI e dei LLM in Neuropsicologia: opportunità, limiti e applicazioni cliniche”, in programma venerdì 6 novembre alle ore 16:00 su Zoom, con il Dott. Raffaele Nappo.
Durante l’incontro si parlerà di Large Language Models, sistemi RAG, ChatGPT, Claude, privacy dei dati sanitari, over-reliance e responsabilità del giudizio clinico, analizzando anche i risultati della survey CNOP e le più recenti evidenze della letteratura scientifica. Iscriviti ora!
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